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Non sarò mai come Aldo Grasso - 3
Di SuperCirio addì 29/06/2007 @ 22:46:23, in Cose Di Cui Non Mi Intendo, linkato 807 volte)
La striscia di cartoni animati alle 20.00 su RaiDue era uno dei pochi motivi per i quali aveva senso pagare il canone RAI. Chi ha bambini piccoli e la necessità/abitudine di cenare presto, può capire l'utilità sociale che quella mezz'ora a base di Bugs Bunny e Duffy Duck esercitava sull'equilibrio dela famiglia riunita per la cena. Ne parlo al passato poiché RaiDue, nel delirio di contenuti che rappresenta il suo palinsesto estivo, ha deciso di sopprimere i cartoni a vantaggio di un programmino-cuscinetto (destinato cioè a traghettare la programmazione tardo pomeridiana verso il tg di prima serata) di infimo livello intellettivo: Soirèe. Partiamo dal suo conduttore, Nicola Savino, che mi è sempre stato sulle palle. Lo sopportavo già poco su Radio Deejay, dove si faceva apprezzare al minimo sindacale quando imitava Bisteccone Galeazzi. L'ho tolleravo a fatica quando faceva l'inviato pirla per la Ventura in "Quelli che il calcio...". Adesso me lo ritrovo tra le scatole all'ora di cena e mi frega i cartoni nonchè la serenità del desco.
Oltretutto 'sta "Soirèe" è una trasmissione che sa di vecchio già alla prima puntata. Savino sembra voler riciclare le esperienze e le trovate di "Quelli che il calcio...", mescolandole con qualche nota del faziano "che tempo che fa" per cavarne infine un polpettone estivo semifreddo dal sapore assai scipito. Sempre gli stessi ritmi, qualche intervista quà e là, gag patetiche e improbabili (Savino non è Crozza, meglio che qualcuno glielo ricordi). Persino il layout dell'immagine è riciclato, con le bande orizzontali a bordo schermo che han dato sì quell'aria American Style a tante trasmissioni, ma adesso se ne abusa senza ritegno e hanno un pò rotto il cazzo. Concepisco esclusivamente un uso dinamico delle bande, come espositori di contenuti extra o integrativi rispetto agli elementi principali. Come fa, ad esempio, il Tg2 con i news ticker scorrevoli, altra "novità" che la nostra tv ha adottato da pochi anni mutuandola dai grandi network USA, dove invece è già preistoria. Ridurre le bande a semplice elemento decorativo, calandoci ogni tanto e per qualche istante il nome dell'intervistato di turno o la località di un certo evento, ne distorce lo scopo e denota provincialismo.
E' per prodotti così pacchiani che pago il canone? Ridatemi i cartoni animati va', che in quanto a simpatia e divertimento ci voglion mille Nicola Savino per fare un Duffy Duck.