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EURO 53 E ROTTI, SCONTO 30%  di SuperCirio 21/03/2006 alle 12:31
Succede che oggi mi sono comprato un paio di scarpe. 53 e rotti euro che con lo sconto 30% generosamente applicato dall’esercizio alla fine mi son diventati 38, e rotti.

Le mie scarpe nuove erano lì che aspettavano diligentemente allineate sul loro ripiano in vetro vicine alle loro simili destinate a piedi di altre misure, e io mi son fatto catalizzare dal cartellino con in evidenza l’allettante sconto.

Non che sia particolarmente permeabile ai richiami pubblicitari, ma checcazzo eran belle scarpe e 16 e rotti euro di sconto stan meglio nelle mie saccocce che non in quelle già pingui dell’esercente.

Sulla suola destra stava appiccicata l’etichetta con tutte le belle cose che uno deve sapere prima di comprare una scarpa, dal prezzo con lo sconto al materiale usato per far questo quello e dove l’avevan fabbricata e il fatto che nessun bambino è stato sfruttato nella produzione e via discorrendo.

Al suo fianco, senza nessun legame fisico che la unisse alla sorella, se ne stava la scarpa sinistra, e al di là della somiglianza nulla stava a dimostrare che le due scarpe fossero effettivamente nate per stare insieme. Non c’era scatola (le modalità espositive del negozio non lo prevedono) non c’era la classica fascetta di plastica, non erano nemmeno legate tra loro con i lacci. Potevano tranquillamente appartenere a paia differenti e in questi casi è un attimo che ti porti a casa scarpe di numeri differenti.

Mi metto allora a cercare il numero sulla scarpa sinistra, quella non cartellinata. E il numero non c’è. Non c’è stampigliato sulla suola, non c’è stampato sulla soletta, non c’è neanche sull’interno della tomaia. Arriva una commessa bionda e indaffarata: "’giorno" mi dice, e passa oltre.
"Salve", rispondo automatico. Poi la inseguo con una domanda "perdoni, c’è garanzia che ’ste scarpe siano entrambe un 44?". Lei mi guarda, io le porgo la scarpa sx... "no, perchè qui non c’è indicata misura, l’ho cercata ma non c’è da nessuna parte..." lei sorride e prende la scarpa e solleva un lembo della linguetta e sotto c’è stampato ’44’, enorme.
"44" mi dice, e mi ridà la scarpa. Sorride ancora, ma ha un’aria stanca; "la cassa è al piano inferiore, buona giornata" e se ne va.

Scendo con le scale con le scarpe in mano, e la cosa mi fa un pò effetto. Incrocio gente che mi guarda i piedi. Forse si aspetta di vederli nudi visto che cammino con le scarpe in mano.

Alla cassa c’è un’altra bionda con un’aria meno annoiata.
- "Vuole anche la scatola?" chiede strisciando la mia Visa.
’No lasci, me le tengo al collo appese per il lacci fino a stasera. Anzi, quasi quasi le indosso subito e le lascio le mie vecchie per ricordo’ avrei voluto rispondere;
-"eh... se c’è, mi fa comodo..."
Lei prende il telefono :"ciao son io. Mi porti una scatola? No, una qualsiasi... per un 44... ti aspetto, grazie"
Mentre firmo lo scontrino della Visa arriva la mia scatola, in braccio ad un’altra commessa bionda. Comincio a pensare che lì dentro abbiano una certa politica in merito alle capigliature dei dipendenti.

La cassiera imbottisce le mie scarpe nuove di carta appallottolata e le rinchiude nel sarcofago di cartone che poi mi passa dentro un sacchetto. Sorride: "Grazie, arrivederci".

Guadagno l’uscita dondolando il sacchetto rosso pieno di scarpe nuove; davanti ai sensori antitaccheggio staziona il tipo della sicurezza. E’ un nero alto almeno due metri, vestito come i Man in Black. Non è biondo. Anzi, ha lo stesso colore delle mie scarpe nuove. Scarpe da euro 53 e rotti sconto 30% totale euro 38 e rotti.