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RIFLESSIONI POST ELETTORALI DI UN ANONIMO UOMO DELLA STRADA  di SuperCirio 11/04/2006 alle 11:24

Bah, quanto meno è finita. Abbiamo votato e lo abbiamo fatto al termine di una campagna elettorale estenuante.
Ora i numeri dicono tutto e non dicono niente. Al momento, almeno per me umile uomo della strada, lo spoglio delle urne ha evidenziato alcuni macro-messaggi, degli indicatori di massima di una situazione, politica e sociale, che nella mia pur breve carriera di elettore non credo di aver mai vissuto.

Tra tutti, l’aspetto più evidente è che il referendum nei confronti di Berlusconi è fallito. Onestamente non mi aspettavo nulla di diverso, non ho mai pensato che questa tornata elettorale potesse celebrare la dipartita politica di berlusconi, ma al tempo stesso non immaginavo una sua riaffermazione così marcata.

Ero convinto (in cuor mio lo speravo) che gli altri principali partiti della coalizione avrebbero marcato un riavvicinamento nei confronti del partito-azienda all’interno della compagine; in particolare auspicavo risultati migliori da parte di AN, mentre i numeri dicono che il partito di Fini ha praticamente mantenuto inalterate le quote storiche.

Speravo ingenuamente che una larga fetta di elettori scontenti di FI e del suo leader migrassero verso AN e UDC (quest’ultima tra l’altro ha leggermente migliorato le proprie posizioni rispetto alle precedenti consultazioni) mentre così non è stato.
FI marca bene o male il doppio delle preferenze di AN, e quasi il quadruplo dell’UDC.

Le ragioni sta ad altri individuarle, è materia per le pletore di politologi che nei prossimi giorni proveranno a spiegare il fenomeno, se di fenomeno si può parlare.
Gli italiani, quindi, hanno scelto di non impallinare Berlusconi, nonostante gli ultimi stralci della campgana elettorale avessero dipinto l’immagine di un leader alle corde, teso e irascibile, che a tratti lasciava anche dubitare del suo equilibrio nervoso.
Se l’è giocata tutta lui la campagna della cdl, e alla luce dei fatti direi che se l’è giocata anche bene.
Ma questo, purtroppo, è l’aspetto inquietante della faccenda.
Perchè una così ampia percentuale di connazionali ha scelto di dare la propria fiducia ad un leader sbraitante, iroso, a tratti quasi clownesco nelle sue sfuriate verso chiunque non condivida il suo modo di concepire lo Stato e le Istituzioni?
Perchè altri rappresentanti politici con maggiore capacità ed esperienza istituzionale sono rimasti sostanzialmente ingessati nelle loro zone d’ombra?

Per dirla alla Nietzsche, che ricostruiva la genesi del pensiero e della civiltà moderna individuandone le radici nell’antichità classica, il mito di Dioniso ha soverchiato quello di Apollo.
Berlusconi con i suoi atteggiamenti (molto) sopra le righe incarna l’immagine del superuomo, un concetto da libro di storia che credevo sepolto insieme al fascismo ed ai nazionalismi europei, ma che evidentemente ha ancora una forte ascendenza sui cittadini italiani.

Fini disse che se AN avesse preso un voto più di Forza Italia, il premier sarebbe stato lui. Io ci speravo, ma non è andata poprio così. Peccato.

continua (se trovo il tempo)