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LETTERE AL SUPERCIRIO  di SuperCirio 09/05/2006 alle 14:00
Illuminato SuperCirio,

le recenti intransigenze del regime iraniano sulle ricerche in ambito nucleare hanno risvegliato nella comunità internazionale gli incubi dell’olocausto atomico.

Il presidente Ahmadinejad, cavalcando la facile retorica antiamericanista che nel quadrante mediorientale trova sempre terreno fertile, si è mostrato insofferente alle verifiche che gli organismi di controllo internazionali - AIEA in testa - hanno cercato di imporre al suo programma di sviluppo atomico, boicottando e ponendo pesanti limiti all’attività ispettiva degli incaricati internazionali.

Secondo le dichiarazioni del presidente, il programma di sviluppo atomico dell’Iran ha scopi esclusivamente pacifici e servirà a garantire all’intero paese la copertura del fabbisogno energetico. Allora mi (e ti) domando: ma l’Iran non è una dei maggiori produttori mondiali di petrolio? pertanto quali necessità ha di trovare fonti energetiche alternative all’oro nero, considerato che è così ricco della preziosa risorsa?

Sulla base delle tue dotte conoscenze di politica internazionale, ritieni che gli obiettivi della politica nucleare iraniana siano effettivamente orientati a scopi pacifici come sostiene Ahmadinejad, oppure l’uso bellico rimane il motore principale e quindi faccio bene a comprarmi una nuova tuta di piombo con respiratore?

Spaventato Occidentale




caro Spaventato,

le mire egemoniche iraniane nell’area mediorientale non sono certo un fenomeno recente.
Tempo fa, appena dopo l’elezione a presidente di Ahmadinejad, il direttore di un nostro prestigioso quotidiano ammoniva in un editoriale a non sottovalutare i rischi che tale elezione avrebbe comportato per l’intera comunità internazionale.
Fatto sta che a distanza di poco tempo quei foschi presagi hanno trovato una dolorosa conferma.

Purtroppo la questione va letta in un’ottica diversa rispetto a come viene di solito posta: il problema non è capire se le ambizioni iraniane di sviluppo in campo nucleare siano orientate a scopi pacifici o invece nascondano fini bellici, poiché le due cose sono strettamente (e pericolosamente) legate tra loro.
Questo per il semplice fatto che in entrambi i casi le tecnologie da sviluppare sono assolutamente le stesse.
Si, magari il materiale fissile destinato a usi bellici richiede un livello di arricchimento maggiore, oppure determinate metodologie produttive possono differie secondo le destinazioni d’uso, ma la tecniche per arrivarci sono sostanzialmente le stesse.
Quindi chi o cosa vieterebbe al regime (attuale o futuro), una volta intrapreso un legittimo percorso di sviluppo di un programma atomico civile, di "virare" improvvisamente secondo necessità e orientare gli sforzi verso fini meno nobili? Dalla costruzione di una centrale energetica a quella di un missile balistico il passo è breve.

E proprio su questo punto a mio avviso si concretizzano le difficoltà nel trovare una via d’uscita diplomatica dall’intrico della questione.
Perchè se è vero che il mondo non può accettare un Iran dotato di arma atomica (ancora meno dopo le dichiarazioni di Ahmadinejad sulla necessità di cancellare Israele dalle acrte geografiche), allo stesso modo non si può imporre ad una nazione sovrana la rinuncia ad una fonte di approvvigionamento energetico per usi civili.
Certo, come tu stesso hai indicato, lascia molto da pensare il fatto che l’Iran persegua la ricerca di fonti alternative quando sul suo territorio basta spostare un sasso per far stillare petrolio. In termini assoluti però la questione è molto intricata e mentre le maggiori potenze cercano (senza trovarlo) un accordo sulle possibili risoluzioni da applicare, i tecnici iraniani continuano il loro lavoro senza neanche più gli ispettori AIEA in mezzo ai coglioni.
Situazione non bella, soprattutto perchè mi appare molto ingessata.
E’ comunque doveroso accennare qualcosina in merito all’ultima mossa del presidente Ahmadinejad: una lettera destinata al suo omologo Bush nella quale illustra il suo punto di vista sull’attuale situazione internazionale; inviata tramite canali diplomatici svizzeri, la missiva dovrebbe giungere a breve alla Casa Bianca.
Nell’attesa di conoscerne i contenuti (sperando che non venga secretata), giudico a priori molto saggia e positiva l’iniziativa di Ahmadinejad, nella speranza che costituisca perlomeno un piccolo passo in avanti nella soluzione della crisi.

Nel frattempo, caro Spaventato, credo che dotarsi di aggeggi e dispositivi antiradiazioni sia una cosa utile e salutare.
Ne trovi di fantastici qui.

con affetto, SuperCirio