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DEATH OF A CRAZY DIAMOND  di SuperCirio 12/07/2006 alle 15:44
Un giorno di parecchi anni fa, parlando coi miei genitori di musica, mi lasciai prendere dall’entusiasmo della mia fresca adolescenza e dichiarai che il genio musicale dei Pink Floyd era ormai paragobanibile a quello di Mozart. I miei risero e io ci restai male: i Pink Floyd erano il primo gruppo rock per il quale avevo veramente perso la testa, talmente tanto che ancora oggi, ascoltando certi loro brani, ho come la sensazione di non averla mai più ritrovata.
I miei da persone assennate quali sono mi spiegarono quindi che si, la musica dei Pink Floyd era sicuramente originale, interessante e innovativa, ma in ogni caso avremmo dovuto aspettare almeno duecento anni prima di tentare qualche parallelo tra i loro brani e le opere immortali del musicista austriaco, e comunque nutrivano il dubbio che da lì a due secoli le opinioni sarebbero cambiate in questo senso.

Me ne convinsi anch’io, ma questo non mi impedì di consumare palate di puntine sui vinili di The Dark Side Of The Moon, Wish You Where Here, Animals e via discorrendo.
Ricordo che un giorno alla Città Mercato (si chiamava ancora così) comprai il doppio "UmmaGamma", e ricordo anche di averlo ascoltato non più di due, tre volte al massimo. Quel doppio appartiene ad una fase eccessivamente psichedelica del percorso artistico dei P.F., però quegli lp li ho ancora.
Non ho invece mai posseduto l’originale di The Piper At The Gates Of Dawn, del quale avevo invece una tdk registratami dal prodigo Fanfa, altro compagno di adolescenza col quale consumavo pomeriggi periziando attentamente le opere di Waters&Co.

Ma ora che Syd Barret, vera scintilla generatrice di quell’opera, ha lasciato da pazzo questo mondo di pazzi, devo per forza colmare questa mancanza.
Syd Barret se n’è andato in silenzio, a sessant’anni, dopo un’esistenza segnata dal genio e dalla pazzia, in quel terreno dove entrambi gli elementi sembrano fondersi l’uno nell’altro. Io ho appreso la notizia solo stamattina dai giornali, mentre il buon Sarta - un’altro antico cultore dell’opera Floydiana - mi informava prontamente via sms.

Il povero, pazzo diamante ha smesso di brillare.