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AH, LA SCUOLA... MAESTRA DI VITA  di SuperCirio 14/11/2006 alle 17:30
Quello della scuola è un mondo che mi ha sempre affascinato. Talmente tanto da esserne scappato a gambe levate non appena riuscito a strappare uno straccio di diploma. In realtà ho tentato anche l’esperienza universitaria, con il risultato di aver attraversato come una cometa la facoltà di scienze politiche della Statale di Milano per poi esplodere tra mille bagliori nel vasto firmamento di coloro che alla laurea ci hanno rinunciato.
Tempo fa la segreteria di facoltà mi ha scritto informandomi che erano decorsi i termini minimi necessari per potermi ancora considerare uno sudente dell’ateneo, pertanto ero pregato di recarmi presso gli uffici amministrativi dove mi avrebbero restituito l’originale del diploma. Ci ho provato, ma c’era troppa coda. Per quanto ne so, la copia originale, timbrata e bollata del mio diploma superiore, inutile quanto la stragrande maggioranza di quelli rilasciati della scuola superiore in Italia, vaga da anni nei meandri degli archivi dell’università Statale. forse un giorno lo rivedrò, chissà.

E nonostante un così conflittuale rapporto con il mondo della scuola, ci sono aspetti della medesima che continuano a soprendermi, dei misteri che non sono mai riuscito a decifrare.
Uno di questi è il metodo utilizzato per forgiare un insegnante. Come nasce un professore? Cosa occorre per crearne uno? Quale bagaglio di esperienze e di formazione sono necessari per plasmare un moderno e completo educatore scolastico?
Forse molti dei miei dubbi derivano dll’incredibile e variegato campionario umano di cosidetti insegnanti che ho incrociato lungo il mio travagliato percorso verso il diploma.
Ho avuto professori preparati ma inibiti all’esuberanza delle nuove generazioni, marxisti-leninisti con la fissa dell’indottrinamento sociale nelle giovani masse, alternativi ex sessantottini delusi dal crollo degli ideali rivoluzionari, vecchi depressi in eterna (quanto inutile) attesa di trasferimento verso istituti più prestigiosi... e poi fanatici religiosi, strafottenti parastatali con il doppio lavoro, quasi-laureati con fregole di esperienza didattica, psicotici, maniaci, geni e miserabili. Però, cazzo, uan professoressa maiala che si fa cinque studenti a botta, l’ho avuta solo in sogno.

Eppure potrebbe essere il metodo giusto per debellare la piaga dell’abbandono scolastico. E’ un modo come un altro per farti amare la scuola. Con me avrebbe funzionato.