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C’EST LA VIE...  di SuperCirio 14/12/2006 alle 13:53
Ho avuto occasione un paio di post fa di sfogarmi con violenza contro la scuola. In realtà, non avendo voluto sindacare giudizi sull’intero sistema scolastico italiano (con che titolo poi?) mi sono sfogato contro la mia ex scuola; anzi, me la sono presa con valerio, nome di fantasia (forse) di un mio ex insegnante.
Oggi invece vorrei parlare di Davide, uno dei compagni di classe di quegli anni. Io e Davide (il nome NON è di fantasia) ci somigliavamo molto sul piano caratteriale: timidi al punto giusto, sognatori e un pò idealisti, condividevamo l’avversione per le materie scientifiche e per l’autorità costituita in genere. Eravamo due personalità molto simili, come ebbe a notare anche qualcuno tra i nostri prof più perspicaci. Nati sotto il segno dei pesci, tutti e due.
Dopo il diploma tentammo insieme l’avventura universitaria, stesso ateneo e stessa facoltà, ma dopo pochi mesi ricevetti la chiamata per il servizio militare e mollai tutto, anche Davide. Non ricordo l’ultima volta che lo vidi.

L’altro giorno, scrivendo quel post sulla scuola, mi è tornato in mente. Mi è dispiaciuto aver perso i contatti, ho un ottimo ricordo di quel fighetto lampadato al quale passavo le tracce per i temi; e come ci divertivamo a scrivere racconti comici e poesie in farsa per sfottere i compagni...


L’ho cercato tramite il mezzo più logico nell’era dell’iper-comunicazione: internet. Il buon Google non mi ha deluso: nome e cognome e voilà... ho rivisto il vecchio amico.
Ho trovato sue notizie sul sito di un’associazione di giornalisti. C’era una foto, scattata durante una cerimonia di consegna di un premio in ambito giornalistico; roba da stampa locale, certo non il premio Pulitzer, però il lampadato ritratto con la targa in mano mentre stringe la mano al presidente dell’associazione è lui, non c’è dubbio. Impossibile non riconoscere il vecchio compagno al quale passavo i temi, suggerivo le tracce, qualche volta ho anche corretto l’intero elaborato.
Ricordo bene che un giorno a scuola, durante la riconsegna di un elaborato corretto dall’insegnante, Davide finse di incazzarsi in modo bonario poiché neanche in quell’occasione era riuscito a spuntare un voto migliore del mio. Credo non sia mai successo in tutti gli anni che abbiamo passato sui banchi insieme che lui riuscisse a strappare nei compiti in classe di italiano un voto più alto dei miei.
Beh, lui oggi fa il giornalista. Io scrivo inutili cazzate su un altrettanto inutile blog.
Cest la vie.
Però son cose che mandano in bestia, eccheccazzo.