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CLASSIFICHE E CLASSIFICATORI  di SuperCirio 20/04/2005 alle 14:39

Impazzisco quando leggo che il mondo non è più quello che credevo.

Ieri mi casca nell’aggregatore una news dall’Ansa: la prestigiosa rivista britannica d’arte culinaria "Restaurant Magazine" ha pubblicato la classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo, selezionati da una giuria di 500 tra i più rinomati chef del pianeta.

Il primo classificato in assoluto risulta essere il "The Fat Duck", un ex pub in un villaggio a ovest di Londra.

Adesso, io a Londra ci sono stato, non ci ho vissuto lunghi periodi come forse sarebbe necessario per poter esprimere giudizi completi sulla cucina d’oltremanica, ma sono cmq riuscito a girare una decina di ristoranti di vario ordine e grado nel giro di una settimana. Una settimana a mangiare merda, sempre e ovunque.

Certo, il fatto che la speciale classifica sia redatta da una rivista inglese mi fa sorgere qualche dubbio sull’attendibilità della graduatoria, senza considerare che buona parte dei giurati pare siano sudditi di Sua Maestà e quindi, a mio avviso, assai poco titolati per esprimersi in materia.

Un Paese che ha come piatto nazionale il merluzzo fritto con le patatine non può ospitare il miglior ristorante del mondo, ne va della credibilità della classifica stessa.

Una selezione che oltretutto infierisce di brutto sulla cucina italiana, visto che per trovare la prima bandierina tricolore bisogna scendere fino al 23° posto, e addirittura relega a sole 5 posizioni dal fondo il rinomato "Gambero Rosso" di San Vincenzo.

A un’altro locale italiano, "l’enoteca Pinchiorri" di Firenze, la rivista ha assegnato il terz’ultimo posto e un premio speciale, l’"editor’s choice", un mezzo riconoscimento consolatorio che puzza pure di superficialità: qualcuno spieghi a quei geni del fornello inglesi che il "Pinchiorri" è primo assoluto in classifiche ben più blasonate quali BMW e Touring Club, oltre a vantare due stelle sulla Michelin e 3 forchette sul Gambero Rosso.

Ma i giochi sono fatti e l’"oca grassa" ha vinto, tanto vale capire con quali raffinatezze il locale ha conquistato il massimo piazzamento. Ho trovato il loro sito internet e diciamo che già qui si parte male, vuoi per il design e la grafica scarsi, vuoi per il totale disprezzo di ogni regola sulla web usability.

Il menu non parte meglio: francesismi ovunque e la parola "jelly" che appare un pò troppo spesso per i miei gusti. Si sceglie tra tre categorie di menu, tutte a prezzo unico (scritto bello grosso in testa al menu stesso) come nelle migliori tradizioni dei take away cinesi.
La carta dei vini è assente, ma voglio credere sia una dimenticanza solo sul web (peccato comunque, sono sicuro sarebbe stata altrettanto spassosa).

L’apoteosi del divertimento arriva però alla penultima pagina, quella dietro il link ’Opening Times’: forse per qualcuno può non essere un parametro di valutazione importante, sicuramente ci sono altri aspetti da considerare per esprimere un valido giudizio, ma a me leggere che la migliore cucina del mondo chiude alle 21.30 ha fatto tanto, tanto ridere...