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INSANITÀ  di SuperCirio 27/04/2005 alle 13:46
Il Corriere di oggi pubblica un’intervista a Girolamo Sirchia, ministro della sanità uscente.

L’intelligente ministro con classe e signorilità difende l’operato del suo dicastero e allo stesso tempo sembra quasi giustificare la scelta del premier di non includere il suo nome nel papocchio del rimpasto per il cosiddetto Berlusconi bis. In realtà Sirchia paga per tutti: il malcontento popolare seguito ad alcune iniziative del ministro - si pensi alle recenti norme antifumo - gli è costato caro, soprattutto se letto in chiave elettorale dopo la recente batosta rimediata dal centrodestra.

In virtù della serietà e della correttezza morale che lo hanno sempre contraddistinto, Sirchia ha accettato senza grandi clamori né scandali la destituzione, comunicatagli personalmente da Berlusconi durante un’incontro avvenuto a palazzo Chigi.

Al suo posto il piccolo Maciste del teatrino politico di centrodestra: Francesco Storace. Non ho capito se Berlusconi abbia voluto premiarlo per i brillanti risultati delle ultime amministrative (regione Lazio clamorosamente passata al centrosinistra) o per l’eleganza mostrata in campagna elettorale (chiedete alla Mussolini).

Ero e resto convinto che in questo governo di primati due soli siano gli homini sapiens: il primo è appunto Sirchia, il ministro della sanità più intelligente - dopo Veronesi - degli ultimi vent’anni. Il secondo è Alemanno, che molto intelligente non è ma sta studiando per diventarlo.

Dicevamo delle iniziative e delle scelte che sono costate la poltrona a Sirchia: in questi quattro anni passati sul lungotevere Ripa il buon ministro ha avuto più di un’occasione di scontro. E tra i nemici non ci sono solo i poteri forti della sanita italiana, le corporazioni, l’industria farmaceutica e quella alimentare e tutte quelle lobby all’italiana le cui politiche commeciali non sempre si conciliano con il diritto alla salute del cittadino consumatore. Spesso anche l’uomo della strada si è trovato ad inveire contro le imposizioni del ministro - si pensi alle recenti norme antifumo - bollando come furore proibizionista quello che in altri stati d’Europa e del mondo è regola rispettata ed accettata da anni.

Io resto dell’idea che Sirchia abbia lavorato bene e con coscienza. Credo sia stato un buon ministro interessato al benessere della gente prima ancora di quello della sua maggioranza di governo. Non mi riferisco solo alla battaglia contro il fumo - come ex fumatore ritengo doveroso non schierarmi - quanto alle campagne contro l’abuso di alcol tra i giovani, gli strali contro le pubblicità che inducono consumi smodati e stili di vita non salutari soprattutto tra i più piccoli, fino ai suggerimenti quasi paternalistici sulle porzioni alimentari da servire in mense e ristoranti.

Pensare che le scelte di Sirchia abbiano condizionato il voto degli italiani lo scorso 4 Aprile è una sciocchezza, una delle tante di questo governo scellerato, e che Dio ci salvi dalle alternative iperpopuliste di Storace.

A proposito del piccolo Maciste, non è più facile che a condannare Sirchia sia stata proprio la sua sconfitta elettorale nel Lazio? E’ probabile che in certi circoli della maggioranza sia nato il timore che Storace, dopo la perdita della poltrona di governatore, potesse cominciare a rompere i coglioni in seno al partito mentre una nuova poltrona - magari da ministro - avrebbe scongiurato pericolose rese dei conti nel partito e nella maggioranza.

Restava solo da decidere chi scalzare per liberare il posto, occorreva una vittima sacrificale e probabilmente Sirchia, che oltretutto era un ministro tecnico, dev’essere apparso come il soggetto più indicato.