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DIRE STRONZATE È DI DESTRA?  di SuperCirio 12/05/2005 alle 14:34
Dev’essersi divertito mica poco il 76enne Prof. Harry G. Frankfurt, filosofo e docente emerito dell’università di Princeton, nel redigere il suo saggio "On Bullshit" (italianamente traducibile con "Sulla Stronzata"), e deve aver riso di gusto quando l’opera è stata inclusa nella produzione saggistica del prestigioso Ateneo.

Chissà che spasso però quando ha visto che il New york Times aveva inserito il suo libercolo (solo 67 pagine) nella lista dei bestsellers della settimana. Si, perchè la non monumentale trattazione del Frankfurt è risultata tra i 20 prodotti editoriali più venduti negli States la scorsa settimana anche se non credo che il merito sia tutto del titolo un pò provocante e, per questo, abbastanza azzeccato.

Il tema trattato farebbe pensare ad un volumettto da scaffale d’angolo delle librerie, di quelli con il cartello "umoristica" sopra e un sacco di volumetti colorati dove il bestsellers di turno è la raccolta di battute di qualche comico della banda Zelig.

Invece il filosofo ha trattato, con taglio accademico e rigoroso metodo scientifico, una componente del comportamento sociale di cui, a volte, la nostra quotidianità è talmente satura che non riusciamo neanche ad avvertirne la presenza: la stronzata.

C’è un passaggio che mi è piaciuto particolarmente:"«Uno dei tratti salienti della nostra cultura è che è pervasa da una gran quantità di stronzate. Tutti lo sanno. Ognuno di noi contribuisce con la propria quota. Eppure tendiamo a dare questa situazione per scontata. La maggior parte delle persone si fida della propria capacità di riconoscere una stronzata, quando la sente, e quindi evitare di crederci. Ragion per cui il fenomeno non solleva gran preoccupazione, né è stato finora oggetto di un serio approfondimento».

Incredibile quanto sia vero: le stronzate sono tutte intorno a te...

televisione, giornali, Internet, questo blog... tutte stronzate. Certo, "i merricani" di solito usano "bullshit" per indicare la bugia, la storiella povera o priva del tutto di verità, mentre da noi la stronzata significa bugia ma anche qualche cosa inutile, o fatta male, o poco interessante.
Un film può raccontare infinite verità ma se vi recitano attori cani, diretti da un regista incapace, allora diventa una stronzata.

Le cose che scrivo in questo blog sono (fondamentalmente) vere ma la loro sostanziale inutilità, caratteristica peculiare del blog stesso, le classifica automaticamente come stronzate.

Allo stesso modo certe teorie liberiste in materia economica e fiscale, molto in voga ultimamente in ambienti governativi, contengono sostanziali verità ma prendono subito il sapore della stronzata se ad esporle è Berlusconi.

A proposito di berluska (e di stronzate), mi permetto una divagazione: questa mattina sono stati diffusi i dati Istat sulla crescita del PIL nel primo trimestre 2005: -0.5 %. Una catastrofe, considerando anche che l’ultimo trimestre 2004 si era chiuso con un -0.4%. Questi i fatti, mentre poco fa è arrivata la replica del premier:"Pil in calo? Colpa delle vacanze di Pasqua. Siamo a marzo, ci sono state le vacanze di Pasqua, non si può andare al mare e pretendere che il pil cresca". Come dicevo, le stronzate sono tutte intorno a noi.

Tornando al saggio del prof. Frankfurt, un’altro aspetto sul quale mi trova d’accordo nel definire il concetto di stronzata è la tipica, assoluta indifferenza verso la verità di chi è abituato, per necessità o per vizio, a dire o fare "bullshits". In sostanza, una stronzata non pressuppone la malafede di chi la dice o la fa, piuttosto è indice di indifferenza verso la l’evidenza dei fatti e la realtà delle cose. Chi dice stronzate non nega la verità ma la ignora soltanto, oppure la modifica secondo i propri interessi e necessità.

E’ un’interpretazione geniale, quella di Frankfurt... chissà perchè, mi riporta in mente ancora una volta il berluska.
Tornando infatti ai dati sul Pil dei quali accennavo sopra, è probabile che il nostro premier non conosca neanche i dati trimestrali dell’indice (forse non sa neanche cos’è, il Pil) ma il semplice fatto che abbia un valore negativo costituisce un danno d’immagine per lui e per il governo che rappresenta, quindi si innesca automaticamente il meccanismo della stronzata. Si, perchè pensare che il prodotto interno lordo possa perdere mezzo punto percentuale in tre mesi per un lunedì di festa è una stronzata, così come stronzo è chi la dice.

Frankfurt sostiene infine che le persone sono portate a considerare con maggiore benevolenza chi racconta stronzate ignorando deliberatamente la verità, rispetto a chi la verità la conosce ma la nega completamente. Io di stronzate ne ho appena scritte un sacco ma, essendo tutte vere, mi aspetto benevolenza...