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LEGGERE FA BENE, SOPRATTUTTO ALLE CASE EDITRICI...  di SuperCirio 17/05/2005 alle 11:15
Giorni importanti per me sul fronte editoriale.
Giovedì scorso caffè coi colleghi alle Messaggerie Musicali, entro e di fianco alla scala mobile m’aspetta l’ultimo romanzo di Stefano Benni: acquisto automatico.

Ieri, nella fase post-caffè coi colleghi, pellegrinaggio cazzeggiante alla Mondadori in largo Corsia dei Servi. Qui usano costruire nell’area dell’ingresso piramidi di libri con le migliori novità editoriali del momento, convinti forse che la maestosità della struttura cartacea costituisca il miglior invito all’acquisto.
Generalmente a questi monumenti libracei riservo occhiate di passaggio, ma ieri uno ce n’era uno fatto di mattoni con sopra il simbolo romboidale giallo della collana "Strade Blu", un’iniziativa editoriale di Mondadori che in questi ultimi anni mi ha dato parecchie soddisfazioni. Il rombo giallo catalizza al volo la mia attenzione, mi fermo a scrutare un mattone e leggo l’autore, Enrico Brizzi: acquisto automatico.

In genere le mie scelte editoriali sono dettate da criteri analitici abbastanza comuni; per decidere un’acquisto considero l’autore, mi leggo la terza e quarta di copertina, l’incipit, qualche paragrafo su pagine scelte a cazzo, il prezzo (parametro fondamentale) ... metodi di valutazione abbastanza comuni, insomma.

nel caso di Stefano Benni ed Enrico Brizzi, invece, il processo è semplice: prendo il libro e vado alla cassa.

Nel ristretto circolo di autori in grado di innescare il mio meccanismo di acquisto immediato ci sarebbe anche un’altro scrittore giovane, certo Rocco Fortunato, che però ha pubblicato il suo ultimo romanzo nel 2001. Sappia il buon Rocco che se un giorno deciderà di pubblicare ancora, una copia l’avrà già venduta. In automatico.

A proposito di pubblicazioni, in questi giorni si trovano nelle stazioni della metropolitana di Milano dei raccoglitori che dispensano gratuitamente mini-libricini editi a cura dello IULM di Milano. Sono perlopiù racconti, ad opera di autori sconosciutissimi, suddivisi in base alla loro lunghezza ed al numero di fermate di metropolitana calcolato in base al tempo necessario per leggerli.

Ci sono quindi racconti che si leggono nel giro di 4 fermate, altri da 7, da 11, eccetera. A me farebbe più comodo un romanzo, visto che di fermate ne faccio 17 la mattina, ed altre 17 per tornare la sera. Soprattutto nel ritorno serale, quando ormai le notizie dei quotidiani gratuiti sono obsolete e l’Espresso l’ho già letto, spesso corro il rischio di restare a secco di letture. Ho preso pertanto svariati libricini di varie lunghezze: sommandoli insieme dovrei raggiungere un numero di fermate sufficiente a coprire un paio dei miei viaggi serali.

Infine, giusto per dare un taglio stile recensione editoriale a questo inutilissimo post, voglio dare un consiglio su un romanzo che sto leggendo. L’autore, Nick Flynn, è un’americano di Boston e il romanzo si intitola "Un’altra notte di cazzate in questo schifo di città". Se volete ne trovate una recensione qui, altrimenti date retta alla personalissima opinione del sottoscritto: fa cagare. Meglio questo blog, forse...