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CAZZATE REALI E CAZZATE PERCEPITE  di SuperCirio 28/06/2005 alle 12:02
Mancano tre giorni all’inizio delle mie ferie. Curiosa coincidenza: secondo IlMeteo.it mancano tre giorni anche all’arrivo di una "estesa perturbazione di origine atlantica". Poi uno non deve incazzarsi.
La categoria umana che più sto odiando in questi giorni è quella degli insofferenti al caldo, quelli che sudano per qualche grado sopra la media e invocano continuamente come una nenia l’arrivo di temporali e perturbazioni.
Tre giorni e saranno accontentati, mentre io comincerò a sacramentare gli dei del clima per avermi rovinato (ancora una volta) le vacanze al mare.

Auguro a tutti i gufi menasfiga evocatori di tempeste di affogare nelle alluvioni che così tanto hanno desiderato.

Auspico stesso destino per i giornalisti che in questi giorni strombonano da giornali e tv titoloni catastrofici e presagi di sventura, neanche si stesse desertificando l’intera pianura padana.
Ma porcocazzo, vogliamo renderci conto che l’estate e il caldo sono sempre esistiti? Io ricordo le mie estati da sbarbato e ricordo che faceva caldo, tre bei mesi di calura e canicola e afa e tutte quelle belle cose che facevano star bene noi onesti figatelli dell’hinterland, sbracati da mattina a sera in motorino a cercar canali e scolmatori dove far casino nell’acqua inquinata.

Adesso l’estate sembra solo stragi di vecchietti e fiumi che spariscono e centrali elettriche che agonizzano, con previsioni di apocalisse in ogni tg e novene per la pioggia in tutte le chiese.

Poi, la cazzata del secolo: la temperatura percepita. Fino a cinque anni fa, chissà perchè, non si percepiva niente: piazzavi un termometro all’ombra e ci leggevi la temperatura, fine degli sbattimenti. Magari i più organizzati arrivavano fino alla misurazione dell’umidità, anche se a mio avviso il barometro è uno strumento che non ha mai goduto la massima fiducia dell’italiano medio.
Adesso invece salta fuori che il parametro di valutazione è la temperatura percepita, ma percepita da chi? E chi stabilisce i parametri per decretare se e quanto sento la calura?
Il postino panzone, 120 chili di bovino sudato anche a dicembre, percepisce certo più caldo della collega rachitica e malatuccia che gira con lo sciallettino e i gambaletti anche a ferragosto.
Se mi sparo una cofana di polenta e zola percepisco più caldo rispetto a un’insalatina e mozzarella; a Milano le fighette che gironzolano mezze biotte stanno più fresche, mentre a me solo a vederle vien subito caldo.

La valutazione climatica del caldo non può essere così soggettiva e comunque, lo ripeto anche se banale, l’estate è sempre esistita e con essa il caldo e l’afa e tutto il resto.

La verità è che in quest’era climatizzata ogni piccola difficoltà diventa un’occasione per lagnarsi e rompere i coglioni e nessuno è più disposto a sopportare il benché minimo disagio.

Così come il sottoscritto non è più disposto a sopportare un’altra vacanza sotto la pioggia.