Immagine
 SuperCirio is everywhere...... di SuperCirio
 
"
Ho visto cose che voi umani vi siete rotti i coglioni di vedere

"
 
\\ Home Page : Articolo
Aridatece il dottor Kildare
Di SuperCirio addì 19/11/2007 @ 22:48:31, in Cose Di Cui Non Mi Intendo, linkato 910 volte)
Doverosa premessa: non sono un campione rappresentativo del teleutente medio, esulo da qualsiasi statistica sul gradimento della programmazione tv e nonostante qualche volta mi atteggi ad Aldo Grasso non ho alcuna competenza di critica televisiva.
Per intendersi, sono rimasto l'unico in Italia a non aver MAI visto nemmeno una puntata del Grande Fratello in nessuna delle varie edizioni.
Quando lo racconto c'è gente che si rifiuta di credermi, altri mi tolgono il saluto, qualcuno comincia a guardarmi strano come si fa con i potenziali serial killer o con quelli che sostengono di aver visto gli alieni.
Eppure giuro che è così.
Ma il GF non è l'unico fenomeno catodico che ho rigettato fin dall'inizio.
Quanto segue farà sussultare dal disgusto ogni vero teledipendente omologato: a me il Dottor House FA CAGARE!
Ecco, l'ho detto. Sto già meglio. Comincia un'altra battaglia parsonale contro l'omologazione di gusti e tendenze.

Stupore della massa allineata: MA COME?! MA SE LO VEDONO TUTTI!!
Ecco, appunto. Non per fare il finto intellettual-snob -che tanto non sono né sarò mai, ma è cosa nota che il livello di intelligenza dei programmi televisivi riflette quello della massa telespettatrice che li guarda, e stiamo parlando di valori prossimi allo zero.
Del resto lo diceva anche Berlusconi: i programmi tv devono essere pensati per "un bambino di 11 anni neanche tanto intelligente".
Chi più chi meno, tutti lo hanno preso alla lettera.

Qualcuno obietterà: ma se non hai mai visto un minuto del GF, come fai a sostenere che sia una cazzata? Semplice: perchè ritengo che il concetto stesso di reality show sia una cazzata. Certo è un giudizio soggettivo, ma se a livello europeo (e non solo) l'acquisizione di format basati sui reality è in picchiata verticale, forse su qualcosina avevo ragione.

Doctor House però non è un reality, perchè tartassarlo?

Vero: infatti nel suo caso mi esprimo con cognizione, avendone visti ben due episodi. Troppo poco forse per poter formulare giudizi così trancianti, ma proprio per questo ho premesso fin dall'inizio la mia incompetenza critica. I miei sono giudizi di pancia, com'è giusto che sia da parte del semplice consumatore di format tv. Nei confronti di un nuovo programma mi comporto come un bimbo alle prese con una pappa mai assaggiata prima: mi deve piacere al primo boccone, altrimenti ribalto la scodella e sputo.

Quello che vorrei capire è la dinamica che spinge così tante persone ad apprezzare un prodotto come il Dottor House.
Con il GF i sociologi hanno avuto gioco facile: il meccanismo della trasmissione faceva leva sul voyeurismo strisciante delle persone, un sentimento mediocre per gente mediocre e la mediocrità è merce diffusa, al giorno d'oggi.

Il successo del Dottor House deriva invece da dinamiche diverse. Innanzitutto occorre considerare il grande successo che già hanno avuto in passato prodotti simili, tipo il famoso ER che diede grande successo al brizzolato lacustre G. Clooney, o le tante contaminazioni medico/poliziesco tipo CSI o Grey's Anatomy.
Non mancano le varianti sitcom-umoristica (es. Scrubs, che passava qualche tempo fa su MTV), o le derive grottesche di Nip/Tuc.
Tutte con un comun denominatore: i medici e la medicina, e un campionario iconografico di cadaveri, sangue e attrezzature chirurgiche.
Come possano certe tematiche diventare materia di svago, per me sarà sempre un mistero.
Perchè la spettacolarizazione della malattia paga così tanto in termini di audience? E' un modo per esorcizzare la sofferenza vera, quella che sta al di qua dello schermo e alla quale tutti dobbiamo rispetto, poichè non sappiamo fino a che punto ne siamo o ne saremo immuni? E' una forma di assuefazione verso la tragicità del quotidiano, affinchè i cadaveri sul tavolo di CSI e quelli nei servizi dei tg si fondano sotto un'unica indistinta patina di finzione? E' per questo che poi diventa normale riprendere col videofonino la morte di una 16enne e diffonderne il videoclip su YouTube? Perchè la morte è comunque spettacolo?
O forse appaga l'eterno bisogno di eroi, e quale figura migliore in questo ruolo del medico che salva vite umane?

Nella galassia catodica di sofferenza e semidei che ne combattono le cause, il Dottor House si è ritagliato una parte da re.
Forse perchè, a differenza dei tanti suoi predecessori, la figura di House non è quella dell'eroe senza macchia né paura che lotta e sconfigge il Male.
Al contrario, House è un tossico scorbutico e dal sarcasmo indisponente, profondamente ateo ma con posizioni antiabortiste, dissacrante ed ipercritico, antisociale e poco disponibile nei confronti dei pazienti, indifferente al codice deontologico e al giuramento di Ippocrate.
Però ci azzecca quasi sempre, i malati guariscono e lo spettatore applaude. Sipario.

Probabile che il segreto del suo successo stia proprio in questa impostazione assai poco ortodossa rispetto ai canoni classici (sia televisivi che reali) del professionista serio e lineare, magari un po' barbogio nella sua granitica saccenza.

House invece no, lui non ha interesse a farsi stimare per la sua serietà, non gli interessa la dedizione alla causa né mostrare professionalità nei rapporti con pazienti e colleghi. Da questo punto di vista è senza dubbio una figura poco credibile: in un contesto reale, al dottor House qualunque paziente o congiunto azzopperebbe la gamba sana già alla prima visita.
Nella fiction invece tutti alla fine lo amano, perchè lui è uno che in un modo o nell'altro risolve i problemi. Un antieroe che compie imprese eroiche.

E' un dualismo che piace e paga a livello di gradimento. Un po' come per l'Uomo Ragno e il suo 'lato oscuro', un meccanismo narrativo alla base del terzo noiosissimo sequel della saga.
Forse i miei primi approcci con House non mi hanno entusiasmato proprio per questo motivo. Ho una visione all'antica, quasi da film western, del ruolo e degli atteggiamenti che il protagonista può assumere: o buono o cattivo, o sceriffo o bandito... non sono ammesse contaminazioni tra i due estremi.

Adoro formulare queste analisi qualunquiste.
Ammetto comunque che il successo di House potrebbe dipendere dal fatto che è un prodotto ben confezionato, con attori validi e credibili, scritto e realizzato molto bene. Da questo punto di vista il successo è giustificato.
Quello che non mi spiego è il fatto che il pubblico italiano riesce ad apprezzare prodotti televisivi con queste qualità. O meglio, riformulando la questione: se gradisce così tanto un programma con quelle caratteristiche, perchè il resto del tempo gli rifilano robaccia tipo Distraction o Un posto al sole, e lui se la beve lo stesso?

Articolo Articolo  Storico Storico post Stampa Stampa
Ci sono 354 persone collegate

< agosto 2022 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
       
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
amici vicini e lontani (12)
Anima Animale (52)
bambini (5)
Beata Gioventù (1)
Cose Di Cui Non Mi Intendo (44)
free time (24)
games (4)
grazie tante, Internet (11)
high tech (33)
Holidays In The Crowd (4)
in questo mondo di ladri (10)
Interismi (24)
la dura vita del pendolare (8)
La terra dei cachi (67)
motti&aforismi (1)
music (36)
Politically Incorrect (83)
Salute e Benessere nell'era del SuperCirio (24)
Saluti e baci (60)
Scelte di vita (6)
Strade come arene (5)
tempo di merda (14)

Catalogati per mese:
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021
Ottobre 2021
Novembre 2021
Dicembre 2021
Gennaio 2022
Febbraio 2022
Marzo 2022
Aprile 2022
Maggio 2022
Giugno 2022
Luglio 2022

Titolo
Segni (19)


Titolo
- - - A s c o l t o - - -
di tutto un po', anche se ormai fatico a staccarmi troppo a lungo dai Modest Mouse


- - - Sto leggendo - - -
Enrico Brizzi - La Legge della Giungla
David Foster Wallace - Infinite Jest (non lo finirò mai...)

- - - Ho letto da poco - - -
Jonathan Safran Foer - Molto forte, incredibilmente vicino
Carlo Bonini - ACAB




10/08/2022 @ 16:49:31
script eseguito in 117 ms